Ddl Montagna, via all’iter. Marmo: “Rivedere il criterio dell’altimetria”

Buona notizia, ma evitare la penalizzazione dei territori toscani

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge “Disposizioni per lo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane”: un provvedimento atteso, che ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico e la ripresa di tanti territori che vivono una condizione difficile e complessa. “E’ una buona notizia: finalmente torna in primo piano un tema che è stato per troppo tempo accantonato – commenta il presidente della Consulta della montagna di Anci Toscana Luca Marmo, sindaco di San Marcello Piteglio – Ora il decreto comincerà l’iter che lo porterà fino alla discussione in Parlamento e speriamo che si possano cambiare alcuni aspetti che ci preoccupano”. In particolare, Marmo si riferisce alle modalità di ripartizione del Fondo 2023 per lo sviluppo delle montagne italiane, che utilizzando su una parte delle risorse il criterio dell’altimetria rischia di penalizzare fortemente i territori toscani. Questo coefficiente di riparto (“montani 600”) risulta molto svantaggioso per le zone che, pur avendo caratteristiche e difficoltà proprie della montagna, sono al di sotto della quota indicata. Per questo Marmo ha scritto una lettera ai parlamentari toscani, perchè tengano conto del problema.
“Per consentire uno sviluppo uniforme delle montagne italiane – spiega Marmo – è necessario andare oltre la sola altimetria, cercando indicatori in grado di comprendere e rappresentare un’idea di montagna larga, che attraversi le caratteristiche sia di quella alpina che di quella appenninica. L’elemento altimetrico non è in grado di rappresentare compiutamente gli elementi di fragilità sociale ed economica di quei territori che affrontano quotidianamente processi di spopolamento. E’ necessaria una classificazione in grado di rappresentare le peculiarità demografiche, sociali, economiche e geomorfologiche dell’intero territorio nazionale, Toscana compresa”.

La richiesta che da Anci Toscana arriva al Parlamento e in particolare ai rappresentanti toscani è quella di discutere per “riformulare i criteri in grado di descrivere la Montanità, andando oltre la preponderanza del criterio altimetrico e proponendo un apposito gruppo di lavoro, per ridefinire indicatori e coefficienti in grado di rappresentare adeguatamente ed equamente tutte le montagne italiane”.

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