“Continuare il confronto con il governo e con le commissioni parlamentari, con reciproco senso di responsabilità e con la piena consapevolezza sia della fase, sia delle necessità complessive della finanza pubblica, nonché dell’indispensabile sostenibilità delle misure che riguardano i Comuni e che si ripercuotono sui servizi essenziali per i nostri cittadini e le nostre comunità. Con spirito di leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, auspichiamo che Governo e Parlamento accolgano le richieste che arrivano dal sistema dei Comuni”. E’ un appello bipartisan quello che emerge dal documento del Consiglio direttivo di Anci Toscana, che affronta il tema della manovra economica di imminente discussione in Parlamento.
“Siamo molto preoccupati per la sostenibilità della spesa corrente e la tenuta dei conti, e crediamo siano necessari importanti correttivi sulle misure che determinano i maggiori effetti penalizzanti sulla sostenibilità dei bilanci, considerato che alle scelte di oggi si aggiungono criticità provenienti dalla manovra precedente e al non rifinanziamento del fondo affitti – sottolinea la presidente e sindaca di Poggibonsi Susanna Cenni – Crediamo fortemente che il confronto e il dialogo possano portare a un equilibrio tra le necessità del governo e quelle degli enti locali. Ricordo solo che i numeri raccontano chiaramente come i Comuni abbiamo già dato uno straordinario contributo per la tenuta dei conti pubblici, Anci lo ha ricordato in tutti gli incontri preliminari alla Legge di Bilancio. Ed oggi ulteriori forti tagli, oltre alla riduzione del turn over del personale, sarebbero davvero insostenibili”.
Il documento ricorda come in dieci anni il peso dei Comuni sulla spesa pubblica complessiva sia passato dall’8,2% al 6%; e anche la spesa complessiva (corrente e d’investimento) in rapporto al PIL segue un andamento analogo, riducendosi tra il 2010 e il 2022 di ben mezzo punto (dal 4,1% al 3,6%, in percentuale -12%). Con la legge di bilancio per il 2024 i Comuni sono tornati ad essere sottoposti ad un taglio di 300 milioni annui per il 2024-25 e di 200 milioni annui per il 2026-28 (che Anci ha lavorato per mitigare). Mentre riguardo al personale, il previsto turn over al 75% per le assunzioni a tempo indeterminato nell’anno 2025 (per tutti i Comuni con più di 20 dipendenti) rappresenta “un grave e incomprensibile ritorno al passato: come noto e riconosciuto, dal 2010 ad oggi il comparto ha registrato una riduzione di oltre il 20% del personale e l’età media è superiore ai 51 anni”.
“Per queste ragioni chiediamo che la declinazione italiana del nuovo patto europeo di stabilità salvaguardi la finanza locale da nuove e ulteriori restrizioni, in particolare sulle disponibilità di risorse sulla parte corrente dei bilanci, con la quale i comuni si trovano a fronteggiare incrementi di costi, di bisogni e domande di servizi” si legge nel documento, che ricorda anche la riduzione, in una misura tra il 20 e il 30%, di vari fondi per investimenti dei comuni (pari a circa 3,5 mld per il prossimo quinquennio).

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