«Per i Comuni toscani si tratta di un obiettivo che condividiamo nei suoi principi: la sanità di prossimità, vicina ai cittadini e capace di farsi carico delle cronicità, è una priorità concreta per le nostre comunità, soprattutto nelle aree interne, montane e periferiche». A dirlo, Giuseppe Gugliotti, delegato Anci Toscana alla sanità e sindaco di Sovicille, intervenendo nel dibattito sulla riforma della medicina generale avviata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci che Anci Toscana sta seguendo con attenzione. L’obiettivo dichiarato del Ministero è rendere i medici di medicina generale una componente stabile del modello organizzativo delle Case di Comunità, facendo della medicina territoriale una chiave per la svolta del Servizio Sanitario Nazionale.
In Toscana, con l’Accordo Integrativo Regionale approvato nell’agosto 2025, la Regione ha rinnovato e rafforzato l’assetto dell’assistenza territoriale in coerenza con il Decreto Ministeriale 77 del 2022 e la delibera regionale 1508 che riorganizza i servizi sanitari territoriali. L’accordo prevede l’ingresso strutturale dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità e l’adozione dell’Aggregazione Funzionale Territoriale come unica forma associativa abilitata a erogare l’assistenza sanitaria sulle 24 ore, promuovendo una rete integrata tra i professionisti e superando le distinzioni tra medicina generale e continuità assistenziale.
«In questo quadro, condividiamo la posizione dell’assessora regionale alla salute Monia Monni che chiede di tutelare quanto già costruito e di rivedere con cautela i nuovi criteri di organizzazione e retribuzione, evitando di correre il rischio concreto che la riforma nazionale stravolga un sistema già avviato», chiosa il delegato Anci Toscana alla sanità.
I Comuni sono la realtà più vicina ai bisogni dei cittadini e registrano ogni giorno le conseguenze della carenza di medici di base: in Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale e ogni professionista segue in media 1.383 assistiti, oltre il livello ottimale. «Comprendiamo dunque l’urgenza della riforma – aggiunge Gugliotti – anche in ragione delle scadenze del Pnrr; tuttavia, riteniamo che una riforma efficace debba essere portata avanti in maniera condivisa con le Regioni e con le categorie professionali, valorizzando le esperienze già maturate nei territori più avanzati».


