Sentenza sui mandati dei sindaci, Anci: prendiamo atto, ma è necessaria riforma complessiva

Reso noto il pronunciamento della Corte Costituzionale

Questa la nota di Anci nazionale dopo la sentenza della Corte Costituzionale depositata oggi, che ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale proposte dalla Regione Liguria, nei confronti di una disposizione del decreto-legge n. 7 del 2024, che ha modificato la disciplina del Testo unico degli enti locali. In particolare, la Regione Liguria riteneva che la nuova disciplina violasse diversi parametri costituzionali, considerando irragionevole la previsione di due o tre mandati consecutivi a seconda del dato dimensionale del Comune. Di qui la richiesta di estendere anche ai sindaci dei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti il limite di tre mandati consecutivi.

“Prendiamo atto della sentenza della Corte Costituzionale sul doppio mandato. Tuttavia auspicavamo una pronuncia maggiormente articolata e volta a spiegare più nel dettaglio perché una differenziazione di questo tipo, prevista dall’attuale norma in base agli abitanti, non sia da considerarsi manifestamente irragionevole.
Considerato che chiaramente incide e limita tanto il diritto elettorale attivo che quello passivo. Appare infatti non spiegabile una differenza di tali diritti a seconda che si abbiano 14.999 o 15.001 abitanti. Ricordiamo inoltre che il limite ai mandati esiste solo in Italia e Polonia. In Portogallo il limite per tutti i Comuni è posto a tre mandati, in tutti gli altri Paesi europei non vi è limite di mandato per i sindaci.
Permane pertanto la richiesta Anci, già condivisa all’unanimità nell’Associazione due anni or sono, a Governo e Parlamento, di rimuovere il discrimine a seconda degli abitanti e consentire a tutti i Comuni e cittadini parità di trattamento, rimuovendo o ampliando il limite dei mandati consecutivi, magari nell’ambito di una riforma complessiva del Tuel che auspichiamo da tempo”.

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