Scuola di Scrittura dell’Appennino. Saperi in cammino tra le comunità di montagna

Tre giornate di incontri, laboratori, percorsi sul territorio per raccontare l’Appennino non come periferia, ma come luogo in cui leggere le trasformazioni del presente e immaginare nuovi futuri.

CONTESTO E ISPIRAZIONE
Diversamente dalle Alpi, l’Appennino manca da sempre di una narrazione trasversale che lo rimetta al centro della riflessione pubblica. Questa frammentazione è risultata particolarmente evidente nell’ultimo anno, in occasione della revisione dei parametri storici di definizione delle zone montane. L’omogeneità delle Alpi ha avuto vita facile ad imporre pochi, semplici ed efficaci indicatori di altitudine e pendenza per divenire la base di una nuova classificazione che guarda alle vette e non alle complessità dell’abitare luoghi ricchi di storia, ma con un futuro che appare abbastanza fosco.

Campo Tizzoro è una geografia della memoria e del lavoro esemplificativa di un passato di vita e di vissuto. Qui l’ex SMI – Società Metallurgica Italiana non fu soltanto una fabbrica: fu un mondo. Un sistema sociale completo, un presidio della comunità, un modello di responsabilità d’impresa che, per alcuni aspetti, riecheggiava lo spirito delle esperienze Olivetti: un luogo emblematico dove la fabbrica è stata comunità, infrastruttura sociale, centro educativo e nodo identitario. La fabbrica offriva formazione, servizi, welfare, cultura diffusa. Era un laboratorio sociale dove il lavoro diventava parte di un progetto più ampio: costruire futuro insieme.

Oggi, negli spazi rigenerati di MO.TO.RE., questa storia può tornare a parlare, dove gli spazi recuperati diventano il cuore di una nuova idea di formazione territoriale: un luogo stabile di produzione culturale dove l’Appennino non viene raccontato da lontano, ma scritto da chi lo attraversa, capace di accogliere studenti, ricercatori, abitanti, amministratori, imprese, narratori e coinvolgere le comunità che abitano questi luoghi.

A Campo Tizzoro questo modello assume un significato particolare: riportare nel cuore dell’ex SMI una nuova forma di educazione collettiva, capace di includere abitanti, studiosi, amministratori, giovani e visitatori, in maniera partecipativa e radicata nel territorio. Non una celebrazione del passato, ma un ponte narrativo e progettuale verso il futuro delle aree montane in cui l’Appennino diventa aula, archivio e testo.

L’intento è di trasformare progressivamente la Montagna Pistoiese in una officina narrativa permanente, un appuntamento annuale di confronto, apprendimento e immaginazione, che concorra a creare un laboratorio permanente di elaborazione di politiche pubbliche innovative per le aree interne e per la montagna.

In questi spazi e sull’intero territorio della montagna pistoiese, da circa un anno e mezzo si sta svolgendo la “Scuola di montagna: percorsi di alta formazione per l’Appennino Pistoiese”, un’esperienza di formazione diffusa e immersiva promossa da Anci Toscana e dal Gal Montagnappennino sostenuta dal bando STAI della Chiesa Valdese e dalla Fondazione CARIPT. Questo progetto si integra in questo percorso ampliando l’offerta e facendolo diventare un centro di sperimentazione ed elaborazione di politiche innovative per lo sviluppo delle aree interne ed un motore di relazioni, fucina di pensiero e creazione di competenze.

VISIONE GENERALE

PROMOTORI

  • Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
    Custode dei patrimoni culturali del territorio, motore di progetti che rafforzano identità e
    sviluppo.
  • ANCI Toscana
    Associazione regionale che rappresenta i Comuni toscani nel dialogo istituzionale con
    Regione, Stato ed enti pubblici.
  • Donzelli Editore
    Casa editrice di forte vocazione civile, attenta ai territori, alle trasformazioni sociali, alle
    geografie culturali del Paese.
  • Associazione Riabitare l’Italia
    Ente del Terzo Settore e Punto di riferimento nazionale per le politiche e le narrazioni delle
    aree interne.
  • Comune di San Marcello Piteglio
    Ente territoriale che rappresenta le comunità della montagna pistoiese e delinea strategie
    locali di rigenerazione.
  • GAL MontagnAppennino
    Gruppo di Azione Locale impegnato nello sviluppo rurale secondo l’approccio LEADER.
    Sostiene imprese, filiere produttive e progetti di rigenerazione territoriale nell’Appennino
    toscano inclusa la gestione delle risorse del fondo FEASR per la Strategia dell’area interna
    “Garfagnana – Lunigiana – Media Valle del Serchio – Appennino Pistoiese”.


Con il sostegno e nel quadro di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026, che offre una cornice nazionale entro cui collocare l’evento come esperienza di cultura diffusa e di connessione tra città e montagna, per definire una nuova visione di sviluppo integrato. Questa collaborazione rappresenta infatti un’opportunità di valorizzare e amplificare il messaggio che parta dalla Scuola: la montagna è luogo di produzione culturale viva, non periferica, dotata di voce propria.

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