I Comuni dell’Alta Val di Cecina, riuniti ieri a Volterra su iniziativa del sindaco Giacomo Santi alla presenza dei principali portatori di interesse, sono compatti nel chiedere con forza la rivisitazione dei criteri per la classificazione dei Comuni montani contenuti nella nuova Legge sulla montagna, che ha determinato l’esclusione di quasi tutti i Comuni della Provincia di Pisa e di Livorno.
Rivendicano parità di trattamento rispetto agli altri Comuni interni con strumenti adeguati per contenere il gap strutturale che li caratterizza.
Nel corso dell’assemblea è intervenuto il sindaco di San Marcello Piteglio e delegato di Anci Toscana alle politiche per la montagna Luca Marmo, che, dopo aver ripercorso l’impegno dell’associazione nel presidiare la nuova legge affinché non si traducesse nell’ennesima falcidia ai danni dei territori, si è messo a disposizione, con tutta la struttura di Anci Toscana, per dare seguito alla battaglia dei Comuni esclusi. “L’appuntamento”, ha concluso, “è alla prossima assemblea di Anci Toscana a Firenze a Palazzo Vecchio martedì 17 febbraio dalle 14.30 con la convocazione di una specifica Consulta della montagna per discutere, concordare e mettere in atto ogni azione utile a mettere in salvaguardia i Comuni che, in modo sacrosanto, hanno rappresentato ieri il loro disappunto per una normativa che li taglia fuori dalle opportunità delineate e garantite dal nuovo dispositivo di legge”.
“A Volterra”, ha affermato il sindaco Giacomo Santi, “abbiamo detto con chiarezza che la nuova legge sulla montagna, così com’è, è sbagliata e ingiusta. Criteri burocratici e astratti cancellano con un tratto di penna territori che vivono reali condizioni di svantaggio, creando disparità inaccettabili tra Comuni simili. La montanità non è una quota su una mappa: è diritto ai servizi, coesione sociale, presidio del territorio. Chiediamo una revisione immediata della legge e politiche coraggiose contro spopolamento e marginalizzazione. Difendere le aree interne è una scelta politica, non una concessione.”
“Per il Comune di Buti il danno è incalcolabile”, ha denunciato la sindaca Arianna Buti. “Come amministratore, devo guardare al futuro: l’esclusione dalla lista dei Comuni montani ci mette in gravi difficoltà, con molti finanziamenti che diventano incerti, anche quelli per la gestione del rischio idrogeologico e per la cura del patrimonio boschivo del nostro territorio”.
“Forse più che di Comuni montani bisognerebbe parlare di Comuni fragili”, ha commentato il sindaco di Montecatini Val di Cecina Francesco Auriemma. “Siamo comunque pronti a batterci per mantenere le agevolazioni esistenti e ottenere le nuove agevolazioni previste nella nuova legge della montagna necessarie per garantire tutti i servizi dei nostri territori”.
Tra gli amministratori presenti ieri anche quelli di Pomarance. Hanno segnalato il proprio interesse senza poter partecipare i Comuni di Calci e Monteverdi.


