Proteggere e ripristinare in tutta Europa la salute del suolo, sia agricolo che urbano, sostenendo Regioni e Comuni nella transizione verso un modello di gestione sostenibile e rigenerativo: era questo l’obiettivo del progetto HuMUS – Healthy Municipal Soils finanziato da Horizon Europe con un contributo di 3,27 milioni di euro e coordinato da Anci Toscana.
Le conclusioni sono state presentate oggi a Siena in occasione del World Soil Day, a pochi giorni dalla conferenza finale che si è svolta al Comitato europeo delle Regioni di Bruxelles (nella foto).
“Anci Toscana funziona come un’organizzazione ombrello, offrendo ai Comuni una visione strategica, competenze progettuali e il supporto per costruire alleanze solide”, ha ricordato la sindaca di Poggibonsi e presidente di Anci Toscana Susanna Cenni. “Le azioni pilota che abbiamo sviluppato con HuMUS possono diventare un buon esempio per altri territori e possono anche eventualmente orientare le politiche regionali. Siamo felici di aver tratteggiato un percorso replicabile su un tema fondamentale: finito il progetto siamo pronti a impegnarci a tutti i livelli per dare seguito al prezioso lavoro portato avanti con i partner”.
Nell’arco di 3 anni, HuMUS, con un partenariato di 18 soggetti in 8 Paesi europei, ha coinvolto oltre 50mila stakeholder: funzionari pubblici, esperti, imprenditori e cittadini che hanno preso parte agli eventi organizzati dal progetto e oggi costituiscono una sorta di “massa critica” sul territorio.
Con una metodologia sperimentale, sono stati sviluppati 34 progetti pilota in 16 Paesi, accompagnando dei processi partecipativi sulla salute del suolo e giungendo alla firma di altrettanti “accordi di gestione territoriale” da parte degli stakeholder locali.
Tra questi, sono 5 le esperienze realizzate in Toscana per promuovere suoli più sani e comunità più forti: a Siena, Sesto Fiorentino, Gorgona, Fiesole e Calenzano. Tutti i progetti sono finalizzati alla sensibilizzazione di cittadini, agricoltori, proprietari e gestori di terreni, consumatori, organizzazioni della società civile, istituti di ricerca, imprese ed enti locali: nel caso di Calenzano e Fiesole, le attività si sono inserite nel contesto del distretto biologico già attivo, mentre per Gorgona il coinvolgimento delle persone detenute sull’isola è stato al cuore dell’iniziativa.
HuMUS ha lasciato un’eredità importante: oltre all’esperienza portata avanti per rafforzare l’attuazione della “Mission Soil”, il progetto ha previsto la realizzazione di una serie di pubblicazioni e un percorso formativo gratuito online in più lingue, anche in italiano, sulla salute del suolo.
Tutti i materiali sono disponibili sul sito https://www.humus-project.eu/
Qui è online la registrazione e qui le slide della conferenza finale a Bruxelles


