Fondi europei, UPI e Anci Toscana: «No ai tagli alla coesione e alla centralizzazione delle risorse»

Dalla missione a Bruxelles preoccupazione per il futuro degli investimenti

Dopo tre giorni a Bruxelles, Province e Comuni toscani chiedono garanzie sul bilancio UE 2028-2034 e un ruolo più forte per i territori.

Difendere le risorse europee destinate ai territori e scongiurare il rischio di una progressiva centralizzazione delle decisioni a livello nazionale. È questa la principale indicazione emersa dalla missione istituzionale di UPI Toscana e Anci Toscana a Bruxelles, insieme alla Regione Toscana, nell’ambito della Settimana europea delle Regioni e delle Città, che ha visto le delegazioni impegnate in tre giorni di incontri sul futuro delle politiche europee.

Al centro del confronto il bilancio UE 2028-2034 e la riorganizzazione dei finanziamenti attraverso grandi piani nazionali, con il rischio di ridimensionare il ruolo delle Regioni e degli enti locali. Una prospettiva che interessa direttamente la Toscana, dove i fondi europei sostengono innovazione, formazione, infrastrutture e servizi, contribuendo anche a finanziare misure come Nidi Gratis, Libri Gratis e Giovanisì.

«La politica di coesione non può diventare una voce di bilancio sacrificabile – dichiarano Francesco Limatola, presidente di UPI Toscana e il sindaco di Livorno Luca Salvetti –. Le risorse europee devono continuare a sostenere lo sviluppo dei territori e le Regioni e gli enti locali devono essere protagonisti delle scelte, non semplici destinatari di decisioni assunte a livello nazionale. Difendere la coesione significa difendere un’Europa vicina ai cittadini».

Dagli incontri con i rappresentanti delle istituzioni europee sono emersi alcuni segnali di maggiore attenzione alle richieste delle autonomie territoriali, ma il negoziato resta aperto. Tra le principali criticità figurano l’incertezza sulla distribuzione delle risorse, il possibile ridimensionamento dei finanziamenti per le regioni più sviluppate, come la Toscana, e il rischio di ritardi nell’approvazione del nuovo bilancio. Un quadro che rende ancora più importante garantire continuità agli investimenti e certezza nella programmazione degli interventi.

La nuova programmazione, sempre più orientata al raggiungimento di obiettivi e risultati misurabili sul modello del PNRR, richiederà inoltre maggiori competenze tecniche e capacità progettuali. In questo scenario le Province possono svolgere un ruolo decisivo nella pianificazione strategica di area vasta, nel rafforzamento degli Uffici Europa e nel supporto, insieme ad Anci, ai piccoli Comuni, soprattutto nelle aree interne.

Per UPI e Anci Toscana la sfida dei prossimi mesi sarà quindi rafforzare il coordinamento tra istituzioni europee, Regione ed enti locali, affinché la semplificazione delle procedure non si traduca in una perdita di autonomia per i territori e le nuove modalità di accesso ai finanziamenti non finiscano per penalizzare le amministrazioni con minori risorse e capacità tecniche.

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