In vista della Conferenza Unificata Stato-Regioni, prevista per il 18 dicembre, nella quale dovrebbe essere presentato il nuovo sistema di classificazione dei Comuni montani, Anci Toscana si è rivolta al ministro Calderoli e a tutte le forze politiche.
“Le dichiarazioni fatte oggi dal ministro Calderoli, in occasione del question time alla Camera, confermano che i criteri adottati per la classificazione dei Comuni montani penalizzano tutto l’Appennino”, dichiara la sindaca di Poggibonsi e presidente di Anci Toscana Susanna Cenni. “Nel caso della Toscana quasi metà dei Comuni oggi considerati montani o parzialmente montani saranno esclusi. Una scelta ingiusta e sbagliata, che non tiene conto delle effettive caratteristiche dei territori, estromettendoli non solamente dalle risorse della nuova legge sulla montagna, che peraltro sono scarse, ma anche da molti altri importanti dispositivi di sostegno che sono vitali per aree che combattono contro l’isolamento, lo spopolamento e la mancanza di servizi. Come possiamo pensare che non siano montane realtà come Castel del Piano (che ha sul suo territorio impianti di risalita per lo sci), Tresana, Fosdinovo, Podenzana (in Lunigiana) oppure Cetona, Monterotondo, Montecatini Val di Cecina.
Qualcosa dell’attuale classificazione va sicuramente rivisto, togliendo i casi più eclatanti, ma sostenere, generalizzando, come ha fatto oggi il ministro, che si toglie Roma e Bologna perché hanno altezze medie di poche decine di metri è del tutto fuorviante”.
“Abbiamo espresso fin dall’inizio della discussione e poi dell’approvazione della legge per la montagna forti perplessità sui criteri di classificazione che stavano adottando”, aggiunge il coordinatore dei sindaci montani Luca Marmo. “Abbiamo formulato ipotesi alternative e ci siamo rivolti a tutti i parlamentari toscani, ma non siamo stati ascoltati e purtroppo vediamo le conseguenze”.


