Botteghe della Salute, quasi 9.500 accessi in sei mesi

Le richieste più frequenti? Prenotazioni Cup 2.0 e attivazione di Spid e Cie

Cresce il progetto “Botteghe della Salute”, iniziativa promossa da Anci Toscana insieme alla Regione Toscana anche per il biennio 2026/2027 con l’obiettivo di rafforzare la rete dei servizi amministrativo-sanitari di prossimità e garantire un accesso più semplice ai servizi sociosanitari, soprattutto nelle aree della Toscana Diffusa. Facendo riferimento al periodo febbraio-luglio 2026, i 65 sportelli presenti sul territorio regionale hanno registrato 9.449 accessi, di cui quasi la metà (4.324) riguarda utenti che si rivolgono per la prima volta alle Botteghe della Salute. Rispetto a giugno, gli sportelli sono dieci in più e 35 sono attivi nelle aree interne, coprendo un totale di 46 Comuni.

Dai dati emerge che l’indice di vecchiaia dei territori su cui insistono le Botteghe della Salute è molto elevato (quasi 351, contro il 242 toscano e il 208 nazionale). Questo evidenzia una forte presenza di popolazione anziana e, di conseguenza, un fabbisogno di salute e assistenza particolarmente significativo a cui si associa la necessità di percorsi strutturali, con servizi stabili e percorsi continuativi di presa in carico. 

Scorrendo la lista di quelle più richieste, oltre la metà delle operazioni per cui si cerca il supporto delle Botteghe della Salute è rappresentata da prenotazioni Cup 2.0 o quelle da effettuare sul portale Zerocode (23,4%), l’attivazione di Spid e Cie (15,5%), l’accesso al Fascicolo sanitario elettronico (10,4%) e l’utilizzo della ricetta dematerializzata (7,8%).

«Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti dalle Botteghe della Salute – commenta l’assessora regionale al Diritto alla salute, alla Sanità e alle Politiche sociali Monia Monni – perché dimostrano quanto sia importante portare i servizi vicino alle persone, soprattutto a chi rischia di incontrare maggiori difficoltà nell’accedervi. La sanità digitale rappresenta una grande opportunità, ma dobbiamo fare in modo che nessuno resti escluso da questa trasformazione. Per le persone più anziane, per chi vive nelle aree interne e nei territori più marginali, poter contare su un punto di riferimento vicino significa superare ostacoli concreti e avere un accesso più semplice ai servizi. Innovare la sanità vuol dire anche questo: utilizzare le nuove tecnologie senza perdere di vista i bisogni delle persone, garantendo a tutti le stesse opportunità di accesso alle cure e ai servizi sociosanitari».

«L’intento del progetto Botteghe della Salute è proprio quello di accompagnare la trasformazione digitale della sanità facendo in modo che le nuove opportunità siano accessibili a tutti e che nessuno resti indietro, soprattutto le persone più fragili e chi vive nei territori più periferici– spiega Giuseppe Gugliotti, sindaco di Sovicille e delegato di Anci Toscana alle politiche per la salute –. Nei prossimi mesi il progetto proseguirà per consolidare i servizi e le iniziative di sensibilizzazione e prevenzione sui territori. In questo percorso sarà fondamentale anche il raccordo con le Case di Comunità».

Le Botteghe della Salute si pongono l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi di sanità digitale, con focus su aree marginali e fasce di età (over 65) a rischio di esclusione, e fare da orientamento e raccordo con la rete della sanità territoriale. Oltre a quelli già citati, attraverso gli sportelli territoriali, i cittadini possono ricevere supporto per cambio medico, pagamenti ticket, utilizzo dell’App Toscana Salute e altri servizi online dedicati alla salute e al welfare. Complessivamente, il progetto coinvolge nove enti del Terzo Settore in qualità di soggetti che realizzano le attività e prevede un investimento annuale di oltre 942 mila euro, con una compartecipazione economica tra Regione Toscana, che copre il 55% del finanziamento, Anci Toscana ed enti locali coinvolti.

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