“Abitare i margini”, successo per l’iniziativa di Anci Toscana sulla Montagna Pistoiese

Al via la Scuola di Scrittura dell’Appennino e il Laboratorio delle Politiche Pubbliche per le Aree Interne, con giovani e studenti protagonisti

Una partecipazione significativa per un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con l’obiettivo di fare della Montagna Pistoiese un luogo di formazione e progettazione, capace di mettere in relazione cultura e politiche pubbliche coinvolgendo le comunità nella costruzione delle prospettive future. È positivo il bilancio di “Abitare i margini. Paesi, comunità, nuove forme di vita”, che ha riunito sulla Montagna Pistoiese, tra Campo Tizzoro e Cutigliano, amministratori, giovani, studiosi, esperti e rappresentanti del mondo culturale per discutere del futuro delle aree interne e montane.

L’iniziativa, realizzata con il supporto di Fondazione Caript e Comune di San Marcello Piteglio, in partenariato con Gal MontagnAppennino, Donzelli Editore e Associazione Riabitare l’Italia, nel quadro di Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026, ha rappresentato anche il momento di lancio della Scuola di Scrittura dell’Appennino, che nasce all’interno della Scuola di Montagna (percorso di alta formazione promosso da Anci Toscana e Gal MontagnAppennino e sostenuto dal bando Stai della Chiesa Valdese e dalla Fondazione Caript).

«Questa esperienza si colloca nell’ambito del progetto della Scuola di Montagna, partita ormai da un anno, che cerca di portare sul territorio competenze nuove e al tempo stesso far emergere il patrimonio di risorse della montagna, ancora tutto da scoprire e raccontare – ha detto Marina Lauri, responsabile del settore montagna e aree interne di Anci Toscana e presidente del GAL MontagnAppennino -. Speriamo che questa iniziativa possa consolidarsi nel tempo, coinvolgere anche le persone del luogo e contribuire a rivitalizzare il territorio facendone emergere l’identità e la cultura. La sfida è proprio questa: cercare, attraverso la cultura, conoscenza dei luoghi e la socialità, di riportare l’attenzione su queste aree».

«Questa due giorni ha fatto dello scrivere di montagna e in montagna lo strumento per scardinare un sistema fatto di mille complessità – ha commentato Luca Marmo, presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Pistoiese, sindaco di San Marcello Piteglio e delegato alle politiche della montagna di Anci Toscana –. Il tema è come restituire vitalità ai territori periferici e montani, individuando una chiave di lettura capace di valorizzare al massimo i servizi che queste aree mettono a beneficio di tutti i cittadini. Su questo, costruire e ricostruire poi strategie di comunità capaci di rovesciare una tendenza dettata dal modello di sviluppo affermatosi a partire dal secondo dopoguerra e che oggi mostra segnali importanti di crisi».

Durante i lavori è stato lanciato il Laboratorio delle Politiche Pubbliche per le Aree Interne, che sarà coordinato da Anci Toscana e conta già dell’appoggio di partner istituzionali di primo rilievo, per elaborare politiche rispondenti più da vicino ai bisogni delle aree interne, grazie al dialogo con le amministrazioni locali.

Tra i temi centrali dell’iniziativa c’è stata la necessità di cambiare lo sguardo sulle aree interne. «L’obiettivo di Riabitare l’Italia è guardare al Paese con gli occhi dei territori che sono stati marginalizzati e che invece sono territori fondamentali per un Paese policentrico – ha spiegato Sabrina Lucatelli, direttrice dell’associazione Riabitare l’Italia -. Stiamo investendo sulla voce e sulla capacità dei giovani delle aree interne e con “Abitare i margini” abbiamo assistito a un esercizio fantastico: sono stati loro, insieme a noi, a preparare delle proposte che discuteranno con i loro sindaci. Questo primo grande progetto ci ha permesso di lavorare sulla cultura e sulla scrittura, perché siamo convinti che la narrazione dei territori sia un pezzo della loro trasformazione».

Un’impostazione che trova nella cultura uno degli strumenti attraverso cui creare condizioni per lo sviluppo. «Per una fondazione di origine bancaria che opera su territori come questi, contribuire alla realizzazione di eventi come “Abitare i margini” è uno degli assi fondamentali – ha detto Luca Gori, presidente della Fondazione Caript -. Gran parte del nostro impegno è rivolto ai servizi essenziali per la popolazione che vive in questo territorio, come scuola, sanità, sociale, ma è chiaro che queste sono condizioni necessarie ma non sufficienti. L’investimento in cultura è ciò che assicura la coesione sociale di queste comunità e ne consente lo sviluppo. Per questo la nostra presenza è a forte sostegno di questa iniziativa».

Il confronto ha guardato anche alla dimensione europea, con l’intervento di Andrés Rodríguez-Pose, professore di Geografia economica alla London School of Economics and Political Science, dedicato alla nuova politica industriale europea. «Quella proposta dalla Commissione europea è una politica che cerca di fare un’Europa più competitiva, più sicura e più autonoma – ha detto-. Il rischio però è che si concentri soprattutto nelle aree già dinamiche, prevedendo pochissimi progetti in aree rurali e di montagna. Dico sempre che il talento è distribuito in maniera uguale, però le opportunità non lo sono» – ha sottolineato Rodríguez-Pose, richiamando l’attenzione sulla necessità di creare condizioni perché anche le aree rurali e montane possano esprimere pienamente il proprio potenziale. Un tema rilevante per l’Italia, dove, secondo il professore, «c’è stato tantissimo talento», ma dove le condizioni istituzionali hanno spesso rappresentato una barriera alla sua piena valorizzazione, spingendo parte dei giovani a cercare opportunità altrove.

Grazie al rapporto con l’Istituto Comprensivo di San Marcello Pistoiese, i giovani sono stati coinvolti, a partire dall’estate, nell’elaborazione di riflessioni sul vivere in montagna, poi arricchite attraverso la visione del film Ritorno al Tratturo di Filippo Tantillo e la rielaborazione dei temi principali, con il supporto di Riabitare l’Italia, che ha portato a discutere proprio di quei temi con la Consulta dei Sindaci della montagna. Il faccia a faccia con gli amministratori è stato vibrante e costruttivo. Significativo anche il contributo degli studenti e studentesse durante l’evento, con l’attivazione di un progetto di comunicazione, tramite la radio della scuola, che ha visto i ragazzi intervistare tutti i protagonisti di questa edizione, e di un’esperienza di alternanza scuola lavoro per l’accoglienza dei partecipanti. 

L’iniziativa ha previsto anche i laboratori di scrittura guidati da Vito Teti, scrittore, antropologo e saggista italiano, autore tra gli altri del saggio “La restanza”,  e dallo storico Alessandro Portelli, uno dei principali teorici della storia orale, che hanno accompagnato i partecipanti in  suggestivi percorsi e testimonianze dedicati alle comunità, alle memorie e al futuro dell’Appennino, insieme ai professionisti di Donzelli editore. 

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