Firenze, 1° giugno 2026 – Rafforzare la rete dei servizi amministrativo-sanitari di prossimità e garantire un accesso più semplice ai servizi sociosanitari, soprattutto nelle aree della Toscana Diffusa, con l’intento di accompagnare la trasformazione digitale della sanità senza lasciare indietro nessuno. Sono questi gli obiettivi del progetto “Botteghe della Salute” per il biennio 2026-2027, iniziativa promossa da Anci Toscana insieme alla Regione Toscana che prosegue nel solco dell’esperienza maturata negli anni precedenti, con il forte impegno dei Comuni. Il progetto, che oggi vede presenti 55 sportelli Botteghe della Salute sul territorio regionale, punta a consolidare e ampliare una rete territoriale, ormai presidio fondamentale per i cittadini, anche attraverso i servizi itineranti delle Botteghe della Salute mobili e il raccordo con Case di Comunità, Asl, Terzo Settore.
«La prossimità è oggi un elemento strategico delle politiche sociosanitarie – dichiara il direttore di Anci Toscana Simone Gheri – perché consente di avvicinare i servizi ai luoghi di vita delle persone, riducendo le disuguaglianze territoriali, anagrafiche e digitali. In questo senso, le Botteghe della Salute rappresentano sportelli polivalenti di prossimità nei territori più marginali caratterizzati dalla rarefazione dei servizi pubblici. Il tratto forte del progetto per quanto riguarda la rete dei Comuni è infatti quello della marginalità territoriale: il 50% degli sportelli ricade nella Toscana Diffusa. Il nostro impegno, nel ruolo di raccordo tra Regione Toscana ed Enti locali, è orientato alla diffusione capillare degli sportelli, coordinando la rete in modo da garantire la tenuta del sistema, articolato su territori molteplici e diversificati».
Ecco dove si trovano le Botteghe della Salute in Toscana. In provincia di Arezzo sono sei, nei Comuni di Bibbiena, Bucine, tre a Chiusi della Verna e Pratovecchio Stia. Nella provincia di Firenze la sede è nel Comune di Lastra a Signa; per Grosseto, nel Comune di Giglio Isola. Nella provincia di Livorno sono dieci, tra Bibbona (2), Capraia Isola (2), Piombino, Rosignano Marittimo (3), Sassetta e Suvereto; a queste si aggiunge la Bottega della Salute Mobile Elba, che opera tra Portoferraio, Marciana (3) e Marciana Marina (i 5 sportelli previsti all’Elba sono in via di attivazione e saranno operativi a metà giugno). Per Massa-Carrara sono attive le sedi di Aulla, attraverso il servizio Bds Mobile Lunigiana (con ulteriori aperture settimanali nei Comuni di Fivizzano, Mulazzo, Podenzana, Pontremoli, Tresana), e di Montignoso. Per la provincia di Pisa gli sportelli sono diciannove e si trovano a Casale Marittimo (3), Castellina Marittima, Montescudaio, Pontedera tramite la Bds Mobile Valdera (con 9 sportelli in tutto nei Comuni di Pontedera, Buti, Capannoli, Calcinaia, Casciana Terme Lari, Chianni, Palaia), Riparbella (1) e Santa Luce (4). Nella provincia di Prato sono presenti cinque sportelli: quattro a Carmignano e uno a Vaiano, quest’ultimo collegato al servizio BdS Valbisenzio. Infine, nella provincia di Siena è attiva una sede nel comune di Radicondoli. Nei centri maggiori, l’apertura al pubblico va dalle 10 alle 20 ore alla settimana.
Le Botteghe della Salute si pongono l’obiettivo di facilitare l’accesso ai servizi di sanità digitale, con focus su aree marginali e fasce di età (over 65) a rischio di esclusione, e fare da orientamento e raccordo con la rete dei servizi sanitari territoriali in linea con gli obiettivi del Pnrr sulla digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. Attraverso gli sportelli territoriali, i cittadini possono ricevere supporto per l’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico, prenotazioni Cup e tramite il programma Zerocode, cambio medico, pagamenti ticket, utilizzo dell’App Toscana Salute e altri servizi online dedicati alla salute e al welfare. Ma si rendono disponibili anche per altri servizi digitali di pubblica utilità, come l’accompagnamento all’ottenimento delle credenziali Spid. Complessivamente, il progetto coinvolge 9 enti del Terzo Settore e prevede un investimento annuale di oltre 942 mila euro, con una compartecipazione economica tra Regione Toscana, Anci Toscana ed enti locali coinvolti.
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