È un quadro articolato quello emerso stamani a Livorno durante l’atteso incontro annuale sugli effetti della manovra finanziaria sui bilanci comunali. Amministratori ed esperti hanno affollato le sale del Cisternino di città per l’appuntamento organizzato da Anci Toscana in collaborazione con il Comune di Livorno, con il contributo di IFEL e di Exacta.
Tra gli elementi positivi, risultato del lavoro di Anci e IFEL: una maggiore flessibilità gestionale e finanziaria, con una nuova modalità di gestione degli avanzi di amministrazione, la proroga delle misure per i mutui e un alleggerimento, a partire dal 2027, del Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), per i Comuni che migliorano le proprie capacità di incasso rispetto alla media triennale precedente. Il tema delle difficoltà nella riscossione è sempre più pressante: i mancati introiti per la Toscana si aggirano attorno a 240 milioni di euro all’anno.
Accanto a queste novità, restano però ancora molti nodi irrisolti, a partire dalla persistente sofferenza della spesa corrente, derivante da tagli e accantonamenti introdotti negli anni passati che non sono stati compensati, con un’inflazione che negli ultimi quattro anni è cresciuta del 17%. In particolare, restano pesanti criticità per la copertura di servizi essenziali legati all’assistenza ai disabili, alle politiche per la casa, alla gestione dei nidi e alle spese del trasporto pubblico locale, che si confrontano con una costante crescita dei costi.
“Questa legge di bilancio è una legge come sempre complessa, piena di aspetti anche positivi”, commenta il responsabile della finanza locale Anci IFEL Andrea Ferri. “Il contesto generale però resta complicato: i Comuni sentono molto la pressione dell’aumento dei prezzi, dell’incremento degli oneri per contratti di servizio e per contratti di lavoro, e questo mette un po’ in tensione sia gli enti con minori dotazioni di risorse sia quelli che stanno meglio. In questo quadro, la Toscana non è esente da qualche problema di tensione finanziaria, con una situazione che è migliore di tante altre aree del Paese, ma che può migliorare. I Comuni hanno dimostrato che sanno fare investimenti, ma con la fine del Pnrr calano gli investimenti e rimane la necessità di gestire e mantenere i servizi che giustamente abbiamo voluto allargare con il Piano: questa è la sfida dei prossimi mesi e dei prossimi anni”.
I dati IFEL evidenziano che i Comuni toscani hanno dimostrato una straordinaria capacità di investimento, registrando nel periodo 2025-2017 un tasso di crescita (+210%) superiore alla media nazionale. Nel 2025 la crescita è stata fortemente trainata da Firenze, ma in tutte le fasce demografiche i valori sono molto positivi. Complessivamente, il comparto comunale si conferma sano finanziariamente: si trova in una condizione di avanzo aggregato, che si attesta nel 2024 sui 424 milioni di euro (nel 2019 si registrava invece un leggero disavanzo aggregato, pari a 7 milioni di euro), inoltre si riduce il numero degli enti in disavanzo (da 68 a 25). A livello regionale il surplus di avanzo disponibile si attesta su valori mediani pari a 76 euro pro capite.
Pur connotandosi indubbiamente come un dato positivo, in Toscana come nel resto del Paese l’accumulo di avanzo disponibile deve anche avviare una riflessione sulla necessità di rafforzare la capacità di spesa. In tal senso sono importanti le norme volte a semplificare le procedure e ad aumentare la flessibilità nell’utilizzo degli avanzi disponibili. Ma il contesto e gli scenari futuri restano preoccupanti.
“La spesa corrente dei Comuni è in sofferenza e senza risorse aggiuntive sono a rischio i servizi essenziali per i cittadini”, sottolinea la sindaca di Poggibonsi e presidente di Anci Toscana Susanna Cenni. “Mancano tante risposte alle richieste dei sindaci, a partire da alcuni temi assolutamente centrali, primo fra tutti la casa, con il fondo affitti che non è mai stato rifinanziato, e il comparto socio sanitario”.
“Ribadiamo la richiesta di un incontro con il Governo per affrontare in modo condiviso il tema delle risorse aggiuntive necessarie a sostenere le voci di spesa corrente più pressanti”, sottolinea il sindaco di Bibbiena e delegato alla finanza locale di Anci Toscana Filippo Vagnoli. “Siamo nella fase conclusiva del Pnrr e molti Comuni si trovano oggi a dover aprire e rendere operativi servizi e strutture realizzati grazie agli investimenti: un passaggio fondamentale che richiede risorse certe e strutturali sul bilancio corrente. In assenza di un quadro chiaro e stabile, la sostenibilità dei bilanci comunali rischia di essere messa sotto pressione. Allo stesso tempo, è necessario riaprire una riflessione sulle risorse destinate alle piccole opere pubbliche, uno strumento essenziale per rispondere rapidamente ai bisogni dei territori, oggi fortemente ridimensionate.”
“Tra i temi trattati nella giornata di oggi c’è anche quello, fondamentale, della riscossione dei tributi e del recupero dell’evasione”, afferma l’assessora al bilancio del Comune di Livorno Viola Ferroni. “Per le regole che ci sono oggi, senza una riscossione efficace anche il miglior bilancio è destinato a rimanere su carta, per questo l’investimento su tecnologie e modelli organizzativi avanzati assume un ruolo centrale nella tenuta dei bilanci comunali. Livorno ha standard elevati sia sulla riscossione ordinaria sia sull’attività di accertamento e questo rappresenta un dato confortante per la solidità del nostro bilancio ma paradossalmente, per come è stata concepita la Legge di Bilancio dello Stato, rischia di penalizzarci nell’ alleggerimento del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità perché i maggiori benefici andranno in favore di quei comuni che hanno un miglioramento significativo della riscossione, parametro che ovviamente è più difficile da raggiungere per quei comuni che, come Livorno, partono già da un ottimo livello di riscossione. Una sfida che affrontiamo con fiducia e determinazione, con l’auspicio che questa importante e attesa novità possa essere perfezionata nel tempo. Parlare di tributi e riscossione significa anche parlare di equità nei confronti dei cittadini e delle aziende, con un approccio che è sempre stato di piena collaborazione con il contribuente che si trova in un momento di difficoltà e al contempo inflessibile con chi non paga pur avendo la possibilità di farlo, come dimostrano i numerosi regolamenti che nel tempo abbiamo approvato”.
“C’è poi il tema del personale”, aggiunge la presidente Susanna Cenni. “Anci ha sostenuto con forza il rinnovo del contratto, ma le risorse ministeriali saranno soltanto di 50 milioni di euro nel 2027 e di 100 milioni nel 2028. Per il 2026 la spesa (secondo Ifel solo per gli aumenti tabellari sarà di un miliardo) e resta completamente sulle spalle dei Comuni.”
Sempre sul tema del personale, se le attuali tendenze saranno confermate, IFEL ha stimato che nei prossimi sette anni il comparto dei Comuni toscani perderà oltre 4.200 dipendenti a tempo indeterminato per pensionamento e altri 8.600 dipendenti per altre cause (per dimissioni volontarie, per esempio). In totale uscirebbero quindi oltre 12.800 unità, il 54% del personale attualmente in servizio. Un problema che va affrontato da subito per evitare problemi operativi per i nostri Comuni.

