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Programma regionale di sviluppo 2021-2025: le linee guida per la “Toscana del mare” - ANCI Toscana

Programma regionale di sviluppo 2021-2025: le linee guida per la “Toscana del mare”

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E’ entrato nella sua fase di discussione il Programma Regionale di Sviluppo, che dovrà essere approvato entro settembre-ottobre, per guidare la ripresa post-Covid e segnare le linee per la ripartenza della Regione Toscana.

Un piano straordinario di contributi e interventi che si basa su tre assi di transizione: ambientale, digitale e sociale, sui quali vanno a concentrarsi i progetti e le risorse con l’obiettivo di offrire una reale prospettiva ai giovani, creare occupazione e sostenere la ripresa produttiva attraverso il sostegno alla creazione di nuove imprese ed infrastrutture, la riconversione ambientale e la garanzia di diritti e servizi digitali per tutti.

Gli obiettivi strategici di legislatura che la Regione intende perseguire con il PRS 2021-2025 non si basano sulle vecchie fondamenta dell’economia lineare ma puntano a conciliarsi con le sfide della circolarità e della sostenibilità. Nel documento preliminare del 26-04-2021 vengono individuate 3 strategie trasversali tra cui la  Strategia regionale per l’equità e la coesione, nella quale vi è un approfondimento riguardante: Costa, mare e isole, di cui riportiamo qui di seguito l’estratto.

“La Toscana del mare per quanto appaia diversificata tanto dal punto di vista morfologico e ambientale quanto da quello socio-economico e insediativo, richiede un approccio complessivo che ricomprenda le aree marittime, la costa e le isole entro un unico sguardo strategico programmatorio, nel rispetto delle singole specificità, attraverso il quale l'azione regionale complessiva si ponga al di sopra di un approccio settoriale e al sicuro dalle inefficienze allocative e dalle distorsioni che esso può produrre. Serve, in altre parole, una visione sistemica entro la quale affrontare le tematiche comuni alle aree costiere e insulari per favorirne lo sviluppo nel quadro di un approccio economico verde e sostenibile e di una accorta gestione e valorizzazione delle risorse di cui questi territori dispongono. E’ necessario mantenere attivo il confronto non solo tra i livelli istituzionali statale, regionale e locale, ma anche tra questi e gli interlocutori socio economici rilevanti in tali territori, per inquadrare le necessità e gestire al meglio le possibilità di intervento normativo e programmatorio, nonché, le disponibilità finanziarie rispetto alle priorità di sviluppo locale di queste aree che, ricordiamolo, sono comunque non omogenee e comprendenti sistemi locali assai diversi gli uni dagli altri. Si tratta quindi di dar vita ad un organismo che soddisfi il bisogno di confronto. 

La creazione, attraverso apposita modifica della legge 68/2011, di una Conferenza per il mare costituirà lo step iniziale della strategia stessa e, al contempo, il primo fondamentale momento di confronto sui contenuti nonché occasione di raccordo, per gli anni a venire, tra le politiche e gli interventi per le isole e le aree costiere e i Piani di gestione dello spazio marittimo ex D.Lgs 201/2016 attuativi della Direttiva Europea 2014/89. Ai contenuti di essi, che individuano la distribuzione spaziale e temporale delle attività e degli usi delle acque marine interessando vari ambiti ed attività, le politiche per il mare dovranno, infatti, rimanere coerenti. 

Inoltre è importante considerare anche la dimensione internazionale e la rilevanza che il confronto e l’impegno su questo piano assumono rispetto ai diversi fronti delle politiche del mare stesse, da quello della tutela ambientale ai temi riguardanti lo sviluppo economico. A questo proposito, ad esempio, si richiama l’importanza del programma Italia Francia Marittimo che interessa territori e isole dell’alto Tirreno e verte sui quattro grandi temi della programmazione 2021/2027 (un’Europa più smart, più verde, più connessa e più sociale) concentrandosi su macro aree tematiche: sostegno a competitività e innovazione delle micro piccole e medie imprese in ambito di turismo sostenibile ed economia blu e verde; promozione di una cultura e di una gestione del territorio e del mare volte a garantire la resistenza alle conseguenze dei cambiamenti climatici; conservazione e tutela del capitale naturale e culturale; riduzione dell’inquinamento marittimo, favorendo i “porti verdi”; miglioramento della mobilità transfrontaliera di persone e merci con investimenti ICT; efficienza del mercato del lavoro in un’ottica di area; promozione delle reti di conoscenza facilitanti l’accesso all’assistenza sanitaria da parte delle categorie più fragili e/o dei residenti nelle aree più isolate. 

Senza pretesa di esaustività ricordiamo, accanto alla citata, dimensione internazionale delle politiche del mare, anche i temi della sostenibilità ambientale, rispetto ai quali prosegue l’impegno della Regione con la partecipazione all’attuazione della Marine Strategy (Direttiva europea sulla strategia per l'ambiente marino) , della sicurezza marittima e della pesca, il cui sviluppo sostenibile deve svolgersi nel quadro azioni volte a definire piani di gestione a valenza locale o ad introdurre misure apposite nei piani nazionali. Per la pesca servono, infatti, interventi coordinati sul territorio per creare forme di collaborazione con il Ministero competente, le Regioni limitrofe e tra le strutture regionali che si occupano del settore ittico, di ambiente, di portualità e di pianificazione. Inoltre è essenziale coinvolgere l’Agenzia regionale Protezione Ambientale Settore Mare e gli Enti di ricerca nel campo della biologia marina. Occorre, anche, intervenire per ammodernare le strutture produttive, della pesca e le infrastrutture a servizio di pesca e acquacoltura. Quest’ultima ha bisogno di una modernizzazione dei sistemi produttivi anche per aumentarne la compatibilità con l’ambiente in cui viene praticata, sia che si tratti di allevamenti a terra che di maricoltura, la quale è in espansione e in alcune aree, costituisce un importante volano di sviluppo. Inoltre occorre favorire forme di diversificazione dell’attività di pesca valorizzando la pescaturismo e l’ittiturismo sul nostro territorio. Significativo il contributo che il mondo della pesca può dare alla mitigazione del fenomeno della presenza di rifiuti marini che, soprattutto in relazione alle plastiche, produce uno degli impatti più importanti sull’ambiente marino. 

In materia di collegamenti e mobilità, infine, si intende garantire l’accessibilità alla costa e alle isole attraverso un’adeguata ed efficiente dotazione di infrastrutture e trasporti – in ottica di continuità territoriale con il sistema delle isole – anche realizzando investimenti strategici sui porti nazionali e regionali e sul sistema dei raccordi ferroviari nel quadro degli interventi per lo sviluppo della piattaforma logistica toscana. 

Concludiamo ricordando come, al netto dei mutamenti socio economici nel frattempo intervenuti a causa dell'insorgenza pandemica, il Piano per lo sviluppo della costa toscana messo a punto dal Consiglio regionale e approvato nella scorsa legislatura possa costituire una traccia imprescindibile per la definizione, nell'ambito del prossimo PRS, della strategia per il mare cui ci stiamo accingendo.”

Ultima modifica il Mercoledì, 07 Luglio 2021 17:24

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