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Le buone pratiche che migliorano il rapporto città - montagna, Vanda Bonardo, CIPRA - ANCI Toscana

Le buone pratiche che migliorano il rapporto città - montagna, Vanda Bonardo, CIPRA

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Rapporto Montagna e Città

#sanità #scuola #trasporti #serviziecosistemici #accessibilità #innovazione

Il mio contributo è limitato alla messa in evidenza di alcuni elementi/indicatori rappresentativi di un miglioramento della montagna nel rapporto con la città. Sono stati individuati attraverso l’analisi di casi raccolti dall’osservatorio di CIPRA (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) e Legambiente.

Buone pratiche rappresentative di processi volti a superare le disuguaglianze territoriali, capaci di ridare centralità alla montagna, riequilibrare i flussi e costruire un rapporto più equo e al contempo più vantaggioso anche per la città. E’ una nuova dimensione dello sviluppo, oggi è fondamentale nel far fronte a nuove problematiche e a nuovi pesanti imprevisti, immersi come siamo nelle crisi climatiche, ambientali, sanitarie e sociali. I casi sono tratti dai dossier delle Bandiere verdi e nere di Carovana delle Alpi di Legambiente (alcune centinaia di situazioni censite dal 2002 al 2020), dal Laboratorio Alpino per lo Sviluppo, avviato da CIPRA Italia in Val Susa nel 2014 e dalla rete internazionale dei comuni alpini.

Un vasto panorama dove si osserva un reiterarsi di alcuni elementi, tale da delineare vere e proprie tessere di un mosaico di un nuovo modello di montagna. In ogni caso c’è un ribaltamento delle visioni tradizionali, un rifiuto dell’omologazione dello stereotipo di “città “. Quasi in opposizione con esso si vanno delineando alcune specificità su cui far leva, peculiarità con profili di sviluppo autonomo, tradotte in vere e proprie forme di innovazione locale.

Fondamentale è il ruolo dell’amministrazione pubblica alla quale si chiede di essere innovata e innovativa. Un esempio da manuale è il comune di Ostana (CN). Il successo delle aree interne si misura anche sulla capacità di dare spazio a menti rigenerative come quelle dell’architetto Antonio De Rossi o di Gianluca D’Incà Levis con Dolomiti Contemporanee. D’Incà Levis nel bellunese ha mostrato come sia possibile riattivare luoghi abbandonati e riutilizzarli con processi basati sulla cultura e sull’arte attraverso la rinascita di patrimoni abbandonati. Un altro elemento fondamentale nel campo delle innovazioni riguarda le tecnologie a sostegno del lavoro così come ci propone il progetto Humus job, la piattaforma del cuneese dove è possibile trovare manodopera per l’azienda agricola in maniera regolare. Su altri fronti, ma analoga in quanto a modernità è la Scuola Elementare di Valle Monterosso Grana. L’istituto non ha perso alunni come abitualmente accade nei luoghi marginali, negli ultimi anni la scuola di Monterosso ha visto addirittura un aumento degli iscritti anche grazie affluenza dei bambini dalla pianura. Dal punto di vista socio-economico assumono una particolare valenza le imprese e i consorzi che operano nel campo del turismo esperienziale e sostenibile, dal Consorzio turistico della Val Maira agli operatori di Naturavalp in Valpelline alla grande rete di Sweet Mountain. In osmosi con questo mondo i nuovi e vecchi agricoltori con uno sguardo capace di conciliare tradizione e tecnologia. Il Bio-distretto della Val Camonica ad esempio e il progetto Germinale in Valle Stura (CN). E ancora buone pratiche di inclusione e costruzione di comunità come l’associazione di promozione sociale Roppolo (TO) o, su dimensioni più ampie, le ottime strategie regionali di integrazione migranti nel Vorarlberg (Austria). Nel complesso si tratta di nuove attenzioni e sensibilità profondamente integrate con i contesti naturali e socio-umanitari, portatrici di nuove proposte di sostenibilità ambientale, da valorizzare con nuovi sguardi da parte degli abitanti delle città, ma soprattutto con politiche concrete. Per questo occorre costruire nuove forme di sostegno economico in modo da riequilibrare i flussi città-montagna. In tal senso sarà fondamentale il riconoscimento delle funzioni ecosistemiche che svolgono le aree interne, attivando meccanismi compensativi nell’ottica di una fiscalità di vantaggio e di norme differenziate. Nuove modalità per contabilizzare nel rapporto dare-avere con le aree urbane non solo monetario, ma anche di reciprocità in materia di servizi e iniziative a sostegno dello sviluppo e del reinsediamento in montagna.

 

Ultima modifica il Domenica, 30 Maggio 2021 17:44

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