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Canone antenne telefonia mobile, Biffoni scrive ai parlamentari toscani - ANCI Toscana

23 Dic

Canone antenne telefonia mobile, Biffoni scrive ai parlamentari toscani

Appello per attivarsi ad accogliere l'emendamento urgente proposto da Anci

Il presidente di Anci Toscana e sindaco di Prato Matteo Biffoni ha scritto ai deputati e senatori eletti in Toscana riguardo il Canone Unico Patrimoniale, in particolare per la parte delle antenne per la telefonia mobile, chiedendo di attivarsi per approvare un emendamento urgente presentato da Anci.  “Le modifiche apportate nei mesi scorsi - spiega Biffoni - determinano significativi mancati incassi da parte delle nostre amministrazioni: modifiche per le quali francamente non capiamo la ratio, se non quella di penalizzare i Comuni. Considerati i tempi strettissimi della manovra, vi chiederei che se nel caso l’emendamento non venisse accolto, di poterlo ripresentare in occasione del prossimo Milleproroghe”. 

Ecco l’emendamento proposto da Anci 

“Modifiche al regime del Canone unico patrimoniale

Inserire l'articolo: 1. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, sono apportate le seguenti modificazioni: - al comma 831-bis le parole “pari a 800 euro per ogni impianto insistente sul territorio di ciascun ente” sono sostituite con le seguenti: “da calcolarsi sulla base di una tariffa di 350 euro per metro quadrato fino ad una superficie dell'impianto non superiore a 20 metri quadrati. Per le superfici eccedenti i 20 metri quadrati la misura di cui al periodo precedente è ridotta al 10 per cento. In caso di sito condiviso da più di un gestore (co-siting), il canone annuo risultante dai periodi precedenti è ridotto, per ciascun operatore, del 50 per cento.

Motivazione:  Con questo emendamento si corregge la criticità emersa con la recente introduzione del comma 831-bis nella legge 160/2019, istitutiva del Canone unico.

La tariffa forfettaria di 800 euro indipendentemente dalla superficie occupata appare all'evidenza illogica e discriminatoria, nonché gravemente impattante sul gettito dei Comuni, peraltro già determinato con i regolamenti del Canone unico adottati nel 2021. La norma proposta introduce, invece, forme pur semplificate di commisurazione della tariffa in proporzione della superficie. Il livello del prelievo su un impianto-tipo, che si può collocare su una superficie di 45 metri quadrati, si manterrebbe al di sotto di 8mila euro, livello significativamente inferiore non solo alle tariffe correntemente applicate dai Comuni anche nel pregresso regime di Cosap/Tosap, ma del valore dell'affitto del sito nel caso di aree private”.

 

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