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L'agricoltura eroica, la sfida di produrre vino nelle aree di montagna - ANCI Toscana

17 Mar

L'agricoltura eroica, la sfida di produrre vino nelle aree di montagna

Il punto su una viticoltura 'particolare' con istituzioni, studiosi, produttori

Non è un caso se la viticoltura di montagna in Italia è chiamata “agricoltura eroica”: perchè produrre vino nei territori sopra i 500 metri di altitudine o in forte pendenza, significa avere coraggio, prospettiva, forza di volontà e grande amore per la propria terra. Ed è stato importante che Anci Toscana abbia dedicato a questo tema l’ultimo dei suoi seguitissimi webinar del ciclo “Conosciamo la Toscana rurale”, organizzato insieme all’Accademia dei Georgofili  per promuovere e valorizzare le eccellenze enogastronomiche delle terre toscane, oggi con il patrocinio del Mipaaf, del Cervim e dell'Accademia della Vite e del Vino, che hanno partecipato al dibattito.

Un incontro tra amministratori pubblici, rappresentanti del mondo scientifico e delle istituzioni e soprattutto produttori, che hanno portato la loro esperienza e il loro contributo sul campo. Obiettivo condiviso, approfondire una specifica attività che attraversa e coinvolge tutte le province toscane - isole comprese - e oltre, con l’obiettivo di portare un contributo di conoscenze e proposte per la lo sviluppo delle aree montane e marginali, attraverso il recupero e l'ampliamento delle superfici destinate alla viticoltura.  

Dopo i saluti di Roberta Casini, responsabile Agricoltura di Anci Toscana e sindaco di Lucignano e Luca Marmo, responsabile Politiche della Montagna di Anci Toscana e sindaco di San Marcello Piteglio, si è inquadrato dal punto scientifico la coltivazione viticola in montagna, con le relazioni di Roberto Gaudio del CERVIM e Paolo Storchi dell’Accademia dei Georgofili e CREA Centro ricerca Viticoltura ed Enologia. Ed è emersa la grande importanza di questo tipo di coltivazione; per recuperare aree abbandonate, per mantenere la stabilità dei versanti montani, portare nuova linfa all’imprenditoria soprattutto giovanile, per accompagnare i percorsi del turismo locale. 

Poi gli interventi dei produttori, dai quali sono emersi la voglia di crescere ed impegnarsi ma anche le criticità: la difficoltà della coltivazione nei terrazzamenti, l’alto costo della produzione, le infinite difficoltà burocratiche, che complicano e rallentano ogni progetto. Da qui la richiesta di nuove norme e nuove risorse per i piccoli produttori, anche sulla base di altre esperienze europee. Sono intervenuti Andrea Elmi, Maestà della Formica (Garfagnana); Gregorio Ceccarelli Azienda Agricola Gregorio Ceccarelli (Montagna Pistoiese);  Cipriano Barsanti Azienda Macea-Associazione Pinot nero dell’Appennino (Media Valle del Serchio); Giorgio Tazzara Azienda Agricola Monastero dei Frati Bianchi (Lunigiana); Vincenzo Tommasi Podere della Civettaja (Casentino); Bartolo Lercari Azienda Agricola Cheo Vernazza (Cinque Terre); Stefano Celi Azienda Agricola La Source (Val d’Aosta); Pierpaolo Lorieri Podere Scurtarola- (Colli del Candia). 

Importante poi l'intervento di Oreste Gerini del Ministero delle Politiche Agricole, che si è soffermato sulle innegabili difficoltà che incontrano i piccolissimi produttori delle aree meno conosciute, anche nella commercializzazione, auspicando una prossima riorganizzazione del sistema, nell'ambito della crescita complessiva dei territori nel settore enogastronomico. 

I lavori del webmeeting, che è stato moderato da Marina Lauri di Anci Toscana, sono infine stati chiusi dal sindaco di Marradi Tommaso Triberti, delegato del presidente della Regione per i rapporti con i Comuni montani e i piccoli borghi.

 

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