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Rimborsi ai Comuni, dal Governo alla Toscana risorse per 317 milioni - ANCI Toscana

02 Dic

Rimborsi ai Comuni, dal Governo alla Toscana risorse per 317 milioni

In conferenza Stato-Città chiusa l'operazione per le mancate entrate a causa del Covid19

Ieri in Conferenza Stato-Città si è chiusa l'operazione rimborsi per Comuni, Province e Città metropolitane, riguardo le entrate venute a mancare quest'anno a causa della crisi da Coronavirus. E si gettano le basi per la prosecuzione degli aiuti nel 2021.

Il Governo, dopo aver provveduto nei mesi di marzo e luglio 2020 (in due tranches) a un primo trasferimento ai Comuni italiani di 3 miliardi attraverso il fondo per l’esercizio delle funzioni  fondamentali, ha sancito, attraverso la conferenza Stato-Città del 15 luglio, un ulteriore trasferimento ad integrazione delle suddette risorse per 1.220 milioni. Con la Conferenza Stato-Città del 15 ottobre è stato ripartito l’acconto ai Comuni di queste risorse incrementali per 400 milioni. La recente Conferenza Stato-Città del 1° dicembre 2020 ha sancito l’intesa per il riparto del saldo delle risorse aggiuntive pari a 820 milioni per i Comuni, giungendo quindi alla cifra complessiva di 1.220 milioni (acconto 400 milioni + saldo 820 milioni).

Le risorse erogate complessivamente in Toscana considerando anche i precedenti 3 miliardi sono state pari a circa 317 milioni. Sono 54 i comuni che hanno saldo pari a zero delle risorse aggiuntive di 1.220 milioni (acconto 400 milioni + saldo 820 milioni).

Il criterio generale di ripartizione delle riorse è il medesimo utilizzato per la ripartizione della dotazione iniziale. II quattro passaggi che sono la base del riparto prevedono:

1) Calcolo della variazione di entrata per ciascun comune, unione dei comuni, comunità montana;

2) Sottrazione dei ristori specifici degli art. 171 e 181 del Decreto 24/2020 e del 75% delle minori entrate da servizi a domanda individuale;

3) Applicazione della variazione di spesa per ciascun comune, unione di comuni e comunità montana;

4) Calcolo della quota di competenza per comune, unione di comuni, comunità montane delle somme residue, pari a 570 milioni.

Il riferimento temporale per la perdita di gettito è quello riferito al periodo tra marzo e dicembre 2020, il cui valore è stato calcolato in 4.050 milioni. A questo si aggiunge il valore della perdita stimata per i mesi di gennaio e febbraio 2021 pari a 165 milioni, con la precisazione che tale ultimo riferimento è in sostituzione al periodo gennaio-febbraio 2020, come predisposto in sede di definizione del riparto del fondo. L’ammontare di risorse, pari a 4,22 miliardi (3 miliardi erogati tra marzo e luglio e i 1.220 milioni trasferiti con l’integrazione delle risorse), saranno devoluti ai comuni italiani solo per 3,650 miliardi.

In fase di calcolo, infatti, è emerso come alcuni comuni fossero già riusciti con il precedente fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali e con l’acconto dell’integrazione a contemperare le minori entrate subìte nel 2020. Per tale ragione in questi enti il riparto del saldo sarà pari a zero. Ciò deriva dalla cosiddetta “Clausola di salvaguardia” stabilita in conferenza Stato-Città e richiesta da Anci: nel caso vi fosse stato un surplus di risorse trasferite, invece di provvedere ex-post al loro prelievo con risvolti negativi sull’esercizio 2021, si è convenuto che già in sede di saldo delle risorse integrative si procedesse a trattenere le risorse non spettanti. L’eccedenza di risorse per i Comuni italiani, calcolata per un  ammontare di 570 milioni, sarà ripartita in considerazione degli effetti dell’emergenza destinati a perdurare nel 2021. 

Qui il prospetto generale per i Comuni toscani

Qui la nota metodologica del Ministero 

 

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