Coronavirus, tra Toscana ed Emilia Romagna "non richiudiamo i confini" - ANCI Toscana

23 Mag

Coronavirus, tra Toscana ed Emilia Romagna "non richiudiamo i confini"

Appello da Vernio e Marradi alle Regioni, in vista di una norma restrittiva per i Comuni

Potrebbe tornare in discussione la possibilità di spostamento per i cittadini che abitano nei Comuni confinanti tra Toscana ed Emilia Romagna: e i sindaci di Vernio Giovanni Morganti e di Marradi Tommaso Triberti scrivono ai due presidenti di Regione  Enrico Rossi e Stefano Bonaccini per chiedere di non tornare sui loro passi. "Apprendiamo dalla stampa che il ministro Speranza vorrebbe una limitazione degli accordi, dichiarando che la data del 2 giugno per la riapertura degli spostamenti tra regioni 'risponde all'esigenza di gradualità nell'allentamento delle misure adottate'. Da sindaci che in questi mesi sono stati in prima fila per affrontare al meglio l’emergenza sanitaria, ci permettiamo di sottolineare che per i nostri territori la possibilità di effettuare questi spostamenti non è assolutamente un salto in avanti sconsiderato, ma una apertura dettata dal buon senso e suffragata anche dai dati sulla diffusione del Covid-19 sui nostri rispettivi territori"
Dopo aver ringraziato Rossi e Bonaccini per le ordinanze ha che hanno permesso gli spostamenti tra le due regioni, consentendo tra l'altro "a molte relazioni parentali poste a cavallo del confine regionale tosco-emiliano romagnolo di riunirsi dopo molti mesi di isolamento", Morganti e Triberti  tracciano il quadro sanitario della situazione. "Come voi ben sapete, sul crinale appenninico i dati del contagio sono sempre stati migliori rispetto ai grandi agglomerati urbani (incidenza media sul territorio interessato dagli accordi sottoscritti è dello 0,18%, Vernio ad oggi ha zero casi positivi);  un po’ per la conformazione dei nostri territori, nei quali il distanziamento sociale è garantito da sempre, un po' perché, grazie ai numeri bassi di casi positivi, alla poca popolazione coinvolta e al nostro impegno nel seguire uno ad uno i casi che si sono verificati sui nostri territori, talvolta facendo anche noi stessi l’indagine epidemiologica, tracciando tutti gli spostamenti dei soggetti colpiti".
I sindaci quindi chiedono ai presidenti "di mantenere nei vostri futuri provvedimenti la possibilità di consentire questi spostamenti, che come dimostrano anche i numeri, sono effettuati nel rispetto della prioritaria necessità di salvaguardare la salute pubblica".

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