Coronavirus, l'ultima ordinanza e le indicazioni della Regione Toscana - ANCI Toscana

24 Feb

Coronavirus, l'ultima ordinanza e le indicazioni della Regione Toscana

Il commissario straordinario Borrelli: enti locali liberi di scegliere, ma serve buonsenso"

Obbligo per i viaggiatori di segnalare il rientro, oltre che dalle aree a rischio della Cina, anche da Paesi in cui la trasmissione dell'infezione è significativa secondo le indicazioni Oms; in questa disposizione rientrano anche i comuni italiani soggetti a misure di quarantena disposte dall'autorità (Regione/Governo). La raccomandazione a tutte le persone che manifestano febbre, tosse e altri sintomi influenzali di rimanere a casa e chiamare il medico. Le indicazioni per i medici di famiglia su cosa fare in presenza di un caso sospetto. La disposizione per medici di famiglia e pediatri di assicurare la contattabilità telefonica dalle 8 alle 20 nei giorni feriali e festivi. Per quanto riguarda gli ospedali, l'indicazione di limitare per quanto possibile gli ingressi/varchi ai presidi, per ridurre l'accesso privo di sorveglianza; istituire check point e sensibilizzare i visitatori all'utilizzo dei disinfettanti per le mani; invitare a ridurre il numero degli accompagnatori e/o visitatori. Raccomandazioni specifiche per le situazioni di isolamento. Infine, la sospensione (per i 180 giorni di emergenza proclamati con atto nazionale) della penalità per la mancata presentazione, senza preavviso, agli appuntamenti specialisti.

Sono le nuove misure varate oggi dal presidente della Regione Enrico Rossi, con un'ordinanza (scaricabile qui)  emanata e firmata a conclusione di un lungo incontro che si è tenuto in Palazzo Strozzi Sacrati tra presidente, assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, direttore dell'assessorato Carlo Tomassini, e la task force regionale sull'emergenza Covid-19, allargata alle direzioni delle aziende sanitarie e ospedaliero  universitarie, presente anche il sindaco di Prato Matteo Biffoni, presidente Anci Toscana. Nei prossimi giorni si terranno inoltre gli incontri con le rappresentanze sindacali dei medici di medicina generale e dei pediatri di famiglia. Infine, d'intesa con il sindaco di Prato Matteo Biffoni, presidente Anci Toscana, è stato decisio di organizzare un incontro con i sindaci della Toscana e la task force regionale, sui temi della prevenzione del Covid-19.

La Regione comunica inoltre che i casi positivi di Covid-19 verranno comunicati direttamente dal capo della Protezione civile nazionale, commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus. Si informa che né la Regione né le aziende sanitarie daranno comunicazione dei risultati negativi dei test diagnostici eseguiti nei tre laboratori di microbiologia e virologia delle aziende ospedaliero universitarie di Careggi, Pisa e Siena. Per quanto riguarda eventuali casi positivi, che al momento in Toscana non risultano, una integrazione alla circolare emanata stamani dal Ministero della salute sollecita le Regioni a comunicare alla Protezione civile, a fine mattinata e a metà pomeriggio, il numero di casi positivi che si sono verificati entro i propri confini. Sarà il capo della Protezione civile Angelo Borrelli a dare comunicazione unificata, nei due punti stampa istituzionali delle ore 13 e 18, di tutti i casi positivi che si sono verificati a livello nazionale e territoriale.

Da segnalare inoltre per le informazioni è in funzione il numero verde istituito dalla Regione: 800.556060, opzione 1, attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 15. A questo numero rispondono operatori adeguatamente formati. Il servizio fornisce orientamento e indicazioni sui percorsi e le iniziative individuate dalla Regione sul tema del Coronavirus. Sempre per avere informazioni, i cittadini possono rivolgersi al numero verde istituito dal Ministero: 1500, attivo 24 ore su 24. A questo numero rispondono anche mediatori culturali che dialogano con i cittadini cinesi che si rivolgono al servizio. A questi numeri dovranno rivolgersi soltanto: i soggetti che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di Covid-19; e tutte le persone che negli ultimi 14 giorni abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall'epidemia. Per i soggetti che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati, la Asl disporrà la misura della quarantena con sorveglianza attiva. Per chi è rientrato dalle aree a rischio, la Asl adotterà la misura della permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva. Le persone che chiameranno il numero aziendale dovranno comunicare i propri dati personali: nome, cognome, indirizzo, domicilio e numero di telefono.

Questi i numeri delle tre aziende sanitarie: Asl Toscana centro (Firenze, Prato, Pistoia, Empoli): 055 5454777. Asl Toscana nord ovest (Pisa, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Viareggio): 050 954444. Asl Toscana sud est (Arezzo, Grosseto, Siena): 800 579579.

 
Pubblichiamo infine l'intervista al commissario straordinario per l'emergenza coronavirus, Angelo Borrelli, pubblicata oggi dalla Stampa.
 
Commissario Angelo Borrelli, i governatori chiudono le università, alcuni sindaci le scuole, il primo cittadino di Ischia voleva vietare l' isola a cinesi e settentrionali. Per combattere il coronavirus non si sta procedendo in ordine sparso?

«È la caratteristica della democrazia, il principio della sussidiarietà: decide chi è più vicino alla popolazione. Devo dire che, però, tutti hanno condiviso il coordinamento nazionale. Non c' è una voce fuori dal coro, forse qualche atto un po' eccessivo».

Il divieto di Ischia era tra questi.

«E infatti è rientrato, con un contrordine del prefetto di Napoli. Noi della Protezione civile possiamo esercitare una moral suasion , ma il sistema c' è e funziona».

Da tre casi a 149 in due giorni.Come si spiega?

«Una spiegazione scientifica ad oggi non c' è e, comunque, non me l' hanno comunicata».

Resta il fatto che in due giorni da Paese meno colpito tra i grandi d' Europa siamo diventati il terzo per contagi al mondo.

«Al Nord alcuni medici non hanno saputo riconoscere i sintomi. Alla domanda "lei è stato in Cina di recente?", spesso la risposta di un viaggiatore febbricitante è stata "no". Non doveva essere considerata sufficiente per escludere la presenza di virus».

Lei ha detto che uno dei problemi del nostro Paese è la sua forte vita sociale.

«Il paziente numero uno della Bassa Lodigiana aveva un' attività sfrenata, mi arrivano notizie di altre correlazioni tra sospetti contagiati e la loro vita pubblica. Serve ridurre i movimenti, almeno per un periodo».

Ci sono novità nella ricerca della catena del contagio nel Lodigiano e a Vo' Euganeo? «Non abbiamo trovato ancora il paziente zero e questo rende difficile fare previsioni sull' onda prossima in Italia».

Avete mai preso in considerazione, prima dell' esplosione dei casi in Settentrione, di imporre la quarantena obbligatoria a chi rientrava dalla Cina? «No, non era il caso. Ora abbiamo alzato il livello delle misure, ma solo nei focolai individuati».

Di fronte a un allargamento della malattia, che cosa avete previsto? Gli ospedali italiani hanno, di routine, posti letto esauriti.

«Siamo pronti a usare caserme e alberghi. Per esigenze di quarantena ci sono 3.412 letti pronti dell' Esercito e 1.750 dell' Aeronautica». 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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