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Emergenza abitativa, la direttiva del Viminale "aiuta i sindaci" - ANCI Toscana

05 Set

Emergenza abitativa, la direttiva del Viminale "aiuta i sindaci"

Soddisfazione di Anci per la nota del Viminale. Primo punto: ricognizione sugli immobili vuoti

La premessa sarà «una ricognizione dei beni immobili privati e delle pubbliche amministrazioni inutilizzati, compresi quelli sequestrati e confiscati». Poi arriverà un piano per il loro riuso a fini abitativi, «che dovrà tener conto anche delle necessarie risorse finanziarie», considerando le «opportunità offerte nelle regioni obiettivo» dai fondi europei del Pon Legalità 2014-2020. In mezzo sprint agli sgomberi, per garantirne tempestività, evitare nuovi casi come quello di via Curtatone a Roma e dare priorità ai «soggetti portatori di oggettive e conclamate fragilità». È arrivata ai prefetti la direttiva del Viminale sugli sgomberi. E, rispetto alle anticipazioni, promette una mappatura pure degli edifici privati non usati.

"Hanno riconosciuto il fatto che l' emergenza abitativa è un problema" commenta Antonio Decarosindaco di Bari e Presidente dell' Anci. Si tratta infatti di una serie di linee guida per gestire la situazione, dopo che lo sgombero di via Curtatone a Roma ha messo in evidenza il problema. Alla fine l' Anci può rivendicare il fatto che non tutto è stato scaricato sui Comuni. Dopo la prima riunione tra l' Associazione nazionale dei Comuni italiani, la  settimana scorsa, ora nella circolare definitiva manca il riferimento - presente nella prima bozza - che chiedeva alle regioni e agli enti locali il compito di trovare una via d' uscita, individuando soluzioni abitative alternative. La prima responsabilità resta ai Prefetti.

L' Anci, attraverso la segretaria generale Veronica Nicotra, rassicura inoltre i proprietari di immobili: «L' obiettivo è aiutare il mercato nelle situazioni in cui è totalmente statico. L' idea è quella di coinvolgere soggetti come fondazioni bancarie per mettere sul mercato immobili tramite locazioni o acquisizioni dietro compenso. L' eventuale messa a disposizione avverrà secondo le norme vigenti».

Con la direttiva i Comuni hanno incassato la necessità di stimare il fabbisogno finanziario degli immobili pubblici, come quelli demaniali, che richiedono interventi di ristrutturazione per l' utilizzo. Con la speranza che nella legge di bilancio sia istituito un fondo ad hoc. Sarà questa la richiesta che il presidente Decaro avanzerà a Minniti nel vertice che si terrà in settimana. Oggi, invece, il titolare del Viminale riceverà la sindaca M5S di Torino, Chiara Appendino, alle prese con la grana delle palazzine dell' ex villaggio olimpico in cui vivono circa 750 stranieri. Proprio la vicenda torinese potrebbe essere il banco di prova della nuova governance degli sgomberi disegnata dalla direttiva, con il doppio livello della cabina di regìa nazionale incaricata della mappatura degli immobili e dei comitati metropolitani, aperti a organizzazioni sociali come Caritas e Croce Rossa ed eventualmente anche ad altri soggetti, come appunto le fondazioni bancarie, chiamati a individuare le situazioni critiche e a sviluppare sinergie nel campo dell' housing pubblico.

(da Quotidiano Enti Locali e Fatto Quotidiano)

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