L' Assemblea

28 Giu

Vigili di quartiere, un progetto innovativo di Anci Toscana e Regione

Previste circa 80 assunzioni nei Comuni finanziate dalla giunta regionale

La Toscana polizia investe sul vigile urbano di quartiere: un modo per far sentire le città più sicure, con pattuglie a piedi che lavorando nelle strade ne imparano a conoscere la realtà quotidiana e diventano punto di riferimento per i commercianti e deterrente per i cittadini poco onesti. La giunta regionale pagherà per tre anni gli stipendi di settanta od ottanta nuovi agenti che saranno assunti. Almeno una dozzina i territori coinvolti e uno solo il paletto: l'impiego effettivo in strada e nelle piazze, individuate di concerto con i sindaci e i prefetti. E' prevista anche un'adeguata formazione e un esame finale. La delibera andrà in giunta tra una decina di giorni, per partire all'inizio del 2019, e il progetto vedrà il coinvolgimento anche di Anci Toscana, l'associazione dei Comuni, con cui saranno individuati i criteri per scegliere i luoghi e quei quartieri ‘complicati' dove avviare la sperimentazione.

I vigili urbani in molti Comuni sono in sofferenza e spesso le amministrazioni comunali non hanno risorse o possibilità di assumerne altri. La Regione quindi si farà carico degli stipendi di sei vigili di quartiere, per una  dozzina di amministrazioni comunali, secondo le necessità dei Comuni e delle Prefetture. La Regione si accollerà la spesa per tre anni, per circa 3 milioni di euro l'anno. "I Comuni si impegneranno però a tenere gli agenti per almeno cinque" precisa Matteo Biffoni, presidente di Anci Toscana e sindaco di Prato. E' un progetto pilota. "Un modello sicuramente innovativo – aggiunge – e stiamo incrociando un po' di dati per definire un criterio il più possibile scientifico per individuare le aree da cui partire". Naturalmente la formazione dei vigili di quartiere sarà definita assieme alle forze dell'ordine, così come la modalità di presidio del territorio e le interconnessioni con gli altri agenti di polizia municipale, poliziotti e carabinieri. 

"Quello della sicurezza è uno dei tanti fronti in cui lavoriamo in stretta sinergia con la Regione Toscana - aggiunge Biffoni - e questo progetto propone un modello innovativo, con il vigile di quartiere che lavorerà su progetti e su zone specifiche. Sappiamo che in generale questo tipo di servizio è apprezzato, ma noi vogliamo affinarlo, incrementarlo e renderlo il più efficace possibile. Gli agenti monitoreranno il territorio non solo con la presenza fisica, ma anche dialogando e interagendo con i cittadini. I reati sono in calo, ma la percezione è diversa: per questo dobbiamo lavorare anche sulla prevenzione e ‘aggredire’ le forme di insicurezza, spesso derivanti anche dal buio, da zone sporche o poco vissute, dalla mancata presenza delle istituzioni, di qualsiasi tipo.  

 

"Non vogliamo certo sostituirci né allo Stato né alle forze dell'ordine, ai quali spetta il compito di reprimere i comportamenti scorretti e la criminalità" sottolineano il presidente della Toscana Enrico Rossi e l'assessore alla presidenza e alla sicurezza Vittorio Bugli. "Anzi – aggiunge il presidente – allo Stato torno a chiedere di assumere i poliziotti che mancano: cento solo a Firenze e 20 mila almeno in tutta Italia, secondo i numeri riferiti da Gabrielli in Parlamento. Non costerebbe alla fine neppure tanto: un po' più di mezzo miliardo". "Nel frattempo – conclude Rossi – non ci limitiamo però ad avanzare solo richieste e proseguiamo il lavoro che ci ha visto impegnati in questi anni sul fronte della sicurezza integrata". Dalle telecamere all'animazione commerciale e culturale dei quartieri, dalla riqualificazione urbanistica dei quartieri alla formazione degli agenti.

 

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