Assemblea Anci, Conte: “Lo Stato non può più far cassa con i Comuni" - ANCI Toscana

21 Nov

Assemblea Anci, Conte: “Lo Stato non può più far cassa con i Comuni"

L'intervento del presidente del Consiglio ad Arezzo. "Lavoriamo per aumento indennità”

“Dobbiamo superare la stagione tagli lineari che ha penalizzato territori, investimenti e infrastrutture. Lo Stato non può più far cassa a danno dei Comuni”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando alla platea di sindaci a conclusione della prima parte della seconda giornata di lavori della XXXVI assemblea annuale di Arezzo (segui la diretta streaming). “Sappiamo che il vostro è uno spazio di trincea – ha detto Conte – ma quando sono in mezzo a voi mi restituite il calore dei territori e mi emoziono. Ma questo è un momento in cui si discutono i problemi di un modello, quello dei Comuni, che si è conservato vivo come la più autentica e italiana forma di governo”.
Congratulandosi con Decaro per la rielezione a presidente dell’Anci, Conte è passato ad elencare le azioni che il governo sta mettendo in campo tramite la legge di stabilità, non prima di “ringraziare Anci-Ifel e Cassa depositi e prestiti per il protocollo firmato oggi che aumenterà la cooperazione e favorirà la crescita e lo sviluppo del Paese in ambiti importanti come l’efficientamento energetico, il trasporto pubblico locale, il ciclo dei rifiuti e l’edilizia scolastica”.
“Senza i Comuni – ha quindi proseguito il presidente del Consiglio – le riforme che attuiamo non sarebbero possibili, per questo con la manovra economica, complessa per l’attuale quadro di finanza pubblica, abbiamo cercato di introdurre misure per rispondere alle vostre istanze. Abbiamo iintrodotto 560 milioni all’anno per lo sviluppo sostenibile e dal 2021 al 2034 saranno circa sette i miliardi per progetti di recupero urbano. Sempre sulle periferie stiamo lavorando per rendere strutturale il fondo dedicato” così come “è allo studio un fondo di due miliardi per progettazione a lungo termine per la messa in sicurezza dei territori”. Conte ha poi annunciato l’integrazione del fondo Imu-Tasi che “interesserà circa 1400 enti e tramite 330 milioni di euro stanziati  “restituirà ossigeno” per il prossimo triennio. “Prevediamo – ha continuato il presidente del Consiglio – un decreto del Mef con i criteri per ridurre la spesa dei mutui, tramite ristrutturazione e accollo da parte dello Stato”, e saranno “raddoppiati i finanziamento, dal 2020, per i Comuni montani  le e isole minori a cui andranno circa 14 milioni” e ancora “più 200 milioni per lo sviluppo aree interne, per restituire la bellezza ai nostri piccoli centri”.
Conte però non ha nascosto come ci sia “ancora molto da fare”, data “la “necessità di far quadrare i conti. Ma lo sforzo è massimo – ha assicurato il presidente del Consiglio – anche per innalzare l’indennità minima sindaci piccoli Comuni. La responsabilità di un sindaco di Comune piccolo – ha sottolineato – è come quella di un sindaco di grande città” per cui “una indennità minima è necessaria assolutamente”.
Rimandando alla prossima riunione con i sindaci del 27 novembre a Palazzo Chigi due questioni molto importanti, come il fondo sui crediti di dubbia esigibilità e la partita delle semplificazioni, Conte ha anche accennato alla riforma del Tuel su cui ha chiesto “di condividere eventuali proposte” e alla partita dei segretari comunali. Su quest’ultimo tema “stiamo lavorando – ha detto – sapendo che sono un numero di gran lunga inferiore ai Comuni.  Di intesa con il ministero dell’Interno è allo studio un concorso per 200 nuovi segretari comunali. I tempo non sono comprimibili – ha tenuto a precisare il premier – ma stiamo studiando misure urgenti per le vostre legittime istanze”.
Infine i tema delle intimidazioni e dell’emergenza maltempo. Sul primo, Conte ha ricordato che per un sindaco “non esiste orario di lavoro. Siete sempre in continuo servizio però sempre più spesso la prossimità si trasforma in esposizione al pericolo. Faremo di tutto per contrastare questi fenomeni”. Sul maltempo, invece, il pensiero del presidente del Consiglio è andato “ai tanti Comuni feriti da Venezia a Matera, da Nord a Sud cui siamo vicini senza alcuna distinzione di sorta. Giovedì prossimo, in Consiglio dei ministri, raccoglieremo le richieste che già stiamo scrutinando per istruire le richieste. Non vi lasceremo soli – ha quindi concludo Conte – nemmeno sul contrasto al dissesto idrogeologico su cui faremo presto un punto su Proteggi Italia per rafforzarlo”.

 

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