Manovra, Anci: prime aperture ai Comuni, ora si vada avanti - ANCI Toscana

06 Dic

Manovra, Anci: prime aperture ai Comuni, ora si vada avanti

Ok a semplificazione per i piccoli, messa in sicurezza degli edifici e imposta pubblicità

"Sono state accolte alcune importanti richieste dell’Anci di modifica della legge di bilancio: l’abolizione dell’obbligo di redazione del bilancio consolidato per i piccoli Comuni, un obbligo gravoso quanto inutile; la stabilizzazione, dal 2021 al 2033, del contributo introdotto nel 2018 per le opere di messa in sicurezza di edifici e del territorio, un finanziamento totale di quasi cinque miliardi; il ripristino della maggiorazione della Tasi, nonché la reintroduzione dal 2019 della maggiorazione dell’imposta sulla pubblicità e la rateizzazione di quanto deve essere restituito, una decisione che significa non privare le amministrazioni comunali di una parte del gettito attraverso cui si pagano i servizi ai cittadini. Tutte decisioni delle quali siamo soddisfatti e per le quali ringraziamo gli esponenti del governo e i parlamentari che ci hanno ascoltato. Ma attendiamo ancora tante altre importanti risposte”. Lo dichiara il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro commentando le decisioni assunte in commissione Bilancio alla Camera.
Da segnalare, come misura in grado di rendere più efficiente e veloce l’azione dei Comuni, la cancellazione dell’obbligo di ricorrere alle stazioni uniche appaltanti a livello provinciale, l’eliminazione delle sanzioni derivanti dalla violazione di comunicazioni relative al saldo,  l’approvazione di una norma che salvaguarda gli accordi con le imprese per le compensazioni dovute ai territori che ospitano impianti eolici.
“I sindaci aspettano altre fondamentali risposte per chiudere i bilanci - continua Decaro -. Per esempio che si rinvii l’innalzamento della percentuale di accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità e di quella relativa alla perequazione, nonché l’aumento dell’anticipazione di tesoreria. Che si assicurino le risorse per il fondo Imu-Tasi, la cui ipotizzata riduzione (dai 300 milioni riconosciuti fino all’ultima legge di bilancio a 190) metterebbe in seria difficoltà centinaia di enti. E si garantisca il ripristino delle risorse del taglio disposto con decreto nel 2014, che scade nel 2019, anche per i Comuni come già per le Province. Infine risorse adeguate per le Città metropolitane. Sono soldi nostri, non dovrebbero proprio essere elemento di trattativa”. Non più rinviabile è anche l’apertura di un nuovo accertamento straordinario dei residui e l’assegnazione di liquidità per favorire i pagamento dei debiti commerciali. 
“Apprezziamo l’impegno profuso dalla viceministra Castelli - conclude Decaro - e contiamo che continui ad adoperarsi perché le altre richieste fondamentali dei Comuni trovino accoglimento”.

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