Regionalismo differenziato: confronto tra Comuni, Province e Regione - ANCI Toscana

03 Set

Regionalismo differenziato: confronto tra Comuni, Province e Regione

Stamani incontro Rossi-Biffoni-Menesini. Un tavolo di lavoro sui temi condivisi

E’ partito ufficialmente il confronto tra Comuni, Province e Regione Toscana sul tema del “regionalismo differenziato”: nell’incontro di stamani tra il presidente di Anci Toscana  Matteo Biffoni e il presidente di Upi Toscana Luca Menesini con il  presidente della Giunta regionale Enrico Rossi, è stato deciso di costituire un tavolo di lavoro che affronterà tutti gli aspetti dell'iniziativa avviata dalla Regione, che ha come obiettivo quello di ottenere una maggiore autonomia regionale su determinate materie, così come prevede l'articolo 116 della Costituzione.
 
L’incontro nasce da una lettera inviata a fine luglio a Rossi da Biffoni e Menesini, dopo che il tema del regionalismo differenziato era stato al centro degli ultimi direttivi regionali delle due associazioni degli enti locali: dalla discussione tra gli amministratori era emersa infatti la richiesta unanime di avviare al più presto un confronto con la Regione.Confronto che per sindaci e Presidenti sarà su tutti i singoli punti indicati da Rossi nella sua proposta (salute, governo del territorio, ambiente, tutela del lavoro, istruzione e formazione, beni culturali, accoglienza dei richiedenti asilo, autonomie locali, coordinamento della finanza pubblica e porti) chiaramente con particolare attenzione ai temi più attinenti alla competenze degli enti locali, ovvero il governo del territorio, l'ambiente, le autonomie locali e la finanza pubblica. Questo, ha sostenuto Biffoni, per “portare un contributo di sistema a quella che ci sembra un’occasione, una sfida, da provare a cogliere tutti insieme come sistema delle autonomie, e cioè a dire: è auspicabile una maggiore autonomia regionale sempreché essa venga accompagnata adeguatamente da un forte riconoscimento del ruolo e dell’autonomia dei Comuni, nel solco della storia istituzionale toscana. Da parte nostra c'è una sincera disponibilità a contribuire alla riuscita dell'iniziativa; e siamo consapevoli che nel mondo di oggi e di domani i Comuni devono sempre di più 'fare insieme" (anche se avremmo la presunzione di pensare che il sistema dei Comuni e Anci lo abbiano già fatto su varie questioni). ”. Concetti ripresi anche da Luca Menesini che ha ribadito il ruolo fondamentale delle istituzioni locali (Comuni e Province)  e della necessità di un loro rafforzamento. “La decisione di istituire un’apposita sede di coordinamento istituzionale tra Regione, Province, Città metropolitana e Comuni - ha detto - per contribuire alla definizione della proposta di maggiore autonomia, nel rispetto dei princìpi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione, è un passaggio molto importante per avere una Toscana più forte, a partire dai territori”, Menesini ha assicurato la condivisione del percorso intrapreso e la piena disponibilità delle Province, a partire dall’organizzazione di un seminario di studio e di approfondimento sui temi del “regionalismo differenziato” e dell’autonomia territoriale.

Nell’incontro di stamani, al quale erano presenti anche l’assessore regionale Vittorio Bugli, i vicepresidenti di Anci Toscana Alessandro Ghinelli, Sergio Chienni e l’assessore Sara Martini in rappresentanza del vicepresidente Nogarin, il vicepresidente di Upi Toscana Antonfrancesco Vivarelli Colonna e Paolo Grassi per il vicepresidente Gianni Lorenzetti, la proposta di ANCI e UPI Toscana è stata accolta; il tavolo di lavoro sarà subito al lavoro, per discutere e condividere la proposta che partirà dalla Toscana per la costruzione condivisa del nuovo “regionalismo differenziato”.

 

 

E’ partito ufficialmente il confronto tra Comuni, Province e Regione Toscana sul tema del “regionalismo differenziato”: nell’incontro di stamani tra il presidente di Anci Toscana  Matteo Biffoni e il presidente di Upi Toscana Luca Menesini con il  presidente della Giunta regionale Enrico Rossi, è stato deciso di costituire un tavolo di lavoro che affronterà tutti gli aspetti dell'iniziativa avviata dalla Regione, che ha come obiettivo quello di ottenere una maggiore autonomia regionale su determinate materie, così come prevede l'articolo 116 della Costituzione.  
L’incontro nasce da una lettera inviata a fine luglio a Rossi da Biffoni, dopo che il tema del regionalismo differenziato era stato al centro dell’ultimo direttivo regionale di Anci: dalla discussione tra gli amministratori era emersa infatti la richiesta unanime di avviare al più presto un confronto con la Regione.

Confronto che per i sindaci sarà su tutti i singoli punti indicati da Rossi nella sua proposta (salute, governo del territorio, ambiente, tutela del lavoro, istruzione e formazione, beni culturali, accoglienza dei richiedenti asilo, autonomie locali, coordinamento della finanza pubblica e porti) chiaramente con particolare attenzione ai temi più attinenti alla competenze dei comuni, ovvero il governo del territorio, l'ambiente, le autonomie locali e la finanza pubblica. Questo, ha sostenuto Biffoni, per “portare un contributo di sistema a quella che ci sembra un’occasione, una sfida, da provare a cogliere tutti insieme come sistema delle autonomie, e cioè a dire: è auspicabile una maggiore autonomia regionale sempreché essa venga accompagnata adeguatamente da un forte riconoscimento del ruolo e dell’autonomia dei Comuni, nel solco della storia istituzionale toscana”. Concetto ripreso anche da Luca Menesini che ha ribadito il ruolo fondamentale delle istituzioni locali (comuni e province)  e della necessità di un loro rafforzamento.

Nell’incontro di stamani, al quale erano presenti anche l’assessore regionale Vittorio Bugli, i vicepresidenti di  Anci Toscana Alessandro Ghinelli, Sergio Chienni e l’assessore Sara Martini in rappresentanza del vicepresidente Nogarin, il vicepresidente di Upi Toscana Antonfrancesco Vivarelli Colonna e Paolo Grassi, la proposta di Anci e Upi Toscana è stata accolta; il tavolo di lavoro sarà subito al lavoro, per discutere e condividere la proposta che partirà dalla Toscana per la costruzione condivisa del nuovo “regionalismo differenziato”.

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